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» Articoli e informazioni - Intervista a Vincenzo Moranda e Carola Fanara |
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Qual è il difetto più comune nella razza dal punto di vista estetico e caratteriale?
Dal punto di vista estetico, vi è eccessiva differenza sia come taglia che come tipologie di teste, non che secondo me non si riesce ancora a stabilire un modello in tipo per fissare dei parametri uniformi a cui appoggiarsi per definire il tipo di dogo ideale a cui poi tutti dovrebbero attenersi nella propria selezione. Caratterialmente invece non vi è tra i soggetti così tanta differenza degna di nota e non riscontro nessun difetto.
Qual è il titolo più importante che avete ottenuto in expo?
In questi lunghi anni trascorsi nella razza si puo dire che abbiamo fatto di tutto e di piu, meno che partecipare con costanza assidua alle expo (che è quella che ci vuole per conseguire titoli), tolte alcune sporadiche apparizioni, quindi è chiaro che i nostri soggetti non vantano titoli. Devo sottolineare però che è stata una nostra scelta personale, il nostro tempo e i nostri soldi li abbiamo devoluti per creare un buon gruppo di dogo.
Cosa ne pensate del clima che si crea in expo?
Bella domanda... sinceramente trovo assurdi certi comportamenti dentro e fuori i ring, comunque quello che assolutamente non approvo è quella rivalità che non sia preceduta dalla sportività.
Comunque se si crea un clima non buono, peggio per chi lo crea, passerà delle brutte giornate!

Qual è il padrone ideale per un dogo?
Tutti e nessuno, dipende da il vero interesse e passione, nonche dal tempo a disposizione che uno ci mette sulla propria bilancia, oggi come oggi avere un dogo argentino con i tempi che corrono e nell’ambiente in cui viviamo mette alla prova veramente chiunque, poichè è un cane che ha delle caratteristiche che male si amalgamano con la vita moderna e tutte le sue regole ma... volere è potere.
Che consiglio dareste a un giovane che si avvicina alla razza in qualità di proprietario?
Prima di cedere un qualsiasi nostro soggetto a chi si propone a noi alla ricerca di un cucciolo, usiamo fargli una "specie" di interrogatorio, se le risposte e le richieste di questa persona sono in sintonia con il nostro modo di vedere e di allevare un dogo argentino, si parla tranquillamente della possibilità di avere un nostro cucciolo, altrimenti con altrettanta tranquillità gli diciamo che i nostri cuccioli non fanno per lui e forse neanche noi facciamo al suo caso!
Chi si porta a casa un nostro cucciolo, il più delle volte, viene scelto da noi come futuro proprietario di un nostro dogo e non viceversa.
Di certo non affidiamo un nostro cucciolo al primo venuto anche se questo è munito di migliaia di euro.
Che consiglio dareste a un giovane che abbia intenzione di iniziare la selezione del dogo argentino?
Consigli tanti, li accetto io e consiglio spesso a mia volta, però è meglio sapere sempre quello che si vuole fare, specialmente quando si vogliono allevare dei cani, in questo caso una razza come quella del dogo argentino, poi se si sbaglia pazienza, una persona audace e con dei principi sani e giusti, riuscirà ad emergere, ma sbagliare è anche umano... perseverare è però diabolico!
Qual è il miglior soggetto proveniente dal vostro allevamento?
Non siamo ancora riusciti a crearlo, anche se ci siamo molto vicini, direi che come soggetto maschile, oggi, porrei avanti a tutti gli altri Cico e come soggetto femminile, Fiesta.

Da quale allevatore importereste dei dogos da inserire nel vostro allevamento?
Al momento nessuno, perchè ho già programmato un mio piano di lavoro da fare assieme ad alcuni miei amici allevatori italiani, che mi impegnerà per i prossimi due anni 2007/ 2008 con base certa tra i miei ed i loro soggetti. Uno dei problemi per chi vuole allevare oggi è la certezza delle discendenze geneologiche.
Quale soggetto, nella storia del dogo argentino, ha dato maggior importanza nello sviluppo delle attuali linee di sangue?
Tanti, la linea che rientra nei miei gusti come base è quella di Ernandez della Vieja Diana.
Cambiereste qualcosa nello standard in vigore?
Più che cambiare, aggiungerei i tanti parametri mancanti che sono proprio quelli che lasciano le tante interpretazioni personali creando un sacco di confusione nei vari giudizi. In argentina hanno una razza sola e non sanno nemmeno mettere chiarezza, lasciano tutto nel vago.
La situazione nelle altre razze è “tesa” come quella per il dogo argentino?
L’invidia, la gelosia, la concorrenza sleale e spietata, c'è dapertutto. Manca la sportività, si sono dimenticati, o non si conoscono, i reali principi di vita e per la vita, tutto questo odio tra persone, non servirà a nulla, anzi! Se non si costruiranno nuove basi solide e sicure, solo la razza ne pagherà le conseguenze.
Bisogna lavorare per la razza e non per se stessi!
Quali sono i pregi dei vostri dogos?
Tantissimi, ed i più svariati ed intrinsechi, lunghi ed inutili al momento stare ad elencarli, per chi volesse realmente conoscerli, è invitato ufficialmente presso il mio allevamento dove io avrò il piacere di descriverglieli soggetto per soggetto. |
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» Articoli - Considerazioni e storia del Dogo Argentino
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Vi è da dire, che in quest'argomento, benchè se a prima vista parrebbe di rilevanza minore rispetto ad altri temi che magari porterebbero a traguardi più chiari e soddisfacenti, secondo mè, vi è il cuore, di tutta la filosofia doguera. Il creatore Antonio Nores Martinez, quando si mise a redigere il primo standard, volle fare solamente una descrizione a grandi linee, di come doveva essere il suo tipo di Dogo Argentino , senza dare molta importanza a misure e pesi, e senza entrare nello specifico, ( poichè secondo me , lo dava per scontato, tanto era immerso e concentrato nella sua creazione.) come magari è stato poi fatto per quelli a seguire, poichè, in quel periodo, per un cane (Dogo), che doveva soprattutto fare del lavoro di grande cerca e di lotta, quindi di gran fatica, l'importanza era la sostanza intrinseca del soggetto stesso che riusciva a sprigionare e che sicuramente, il creatore ne era così ben fornito, di tali soggetti, validi ed al top, di quella tipologia, da pensare che non potevano di certo essercene altri diversi, quindi, non vi era l'estremo bisogno di ulteriori precisazioni, bisogna anche capire il periodo storico che si stava attraversando, il 1947, ma le esperienze, erano sicuramente datate di almeno 10 o più anni addietro , quindi il medio di allora, non è certo, il medio di adesso e poi ancora , dato che si trattava di Dogos che giornalmente lavoravano nel campo e non come quelli dei tempi nostri che vivono in spazi ristretti e passano la loro giornata a dormire in un box o sul balcone di casa o nel giardino di casa e vengono iper nutriti, sempre, tutti i giorni, ma erano per dire Dogos CONSUMATI , giorno per giorno.
Il creatore, doveva per forza, dare indicazioni come:- "preferendo quelli di maggior taglia" ; e poi ancora," un cane pesante tra quelli da presa", ed i cani da presa, che il MITICO creatore era solito vedere in quegli anni, ed anni addietro, erano cani da combattimento, alti, più o meno tra i 53/57 cm al garrese e dal peso più o meno, di 30/35 Kg. di conseguenza il SUO Dogo Argentino, che era il cane " Più da presa , fra tutti i cani da presa " lo aveva pensato e creato, MAGGIORE, (Ma, non di molto, e sicuramente non GIGANTE) ma soprattutto funzionale per i luoghi in cui doveva operare. Se attentamente leggiamo e riflettiamo su quanto scritto nel "PRIMO STANDARD" del 1947 e non siamo dei neofiti, possiamo anche avere una netta e precisa visione di come doveva essere un Dogo Argentino, è cioè un Dogo medio, armonico nel suo insieme, robusto, ma NON grosso e massiccio, un Dogo che doveva macinare 10/20 Km tutti i giorni, magari per svariati periodi, un Dogo che doveva vivere all'aperto sempre, e che si nutriva di certo, non con il mangime , che non esisteva ancora, un Dogo, che quando arrivava sulla preda doveva lottarci , per forza, per svariato tempo, la sua dote migliore che, in quei tempi , veniva comunque osservata maggiormente era, la tenacia, il coraggio e la resistenza sia alla fatica, che al dolore, queste cose il CREATORE le metteva sempre in primis sulle altre.
Oggi chiaramente questi parametri sono stati CANCELLATI, dalla modernità e dalla ipocrisia, che è una dote, che spesso abbonda, nel genere umano, e ci si gioca solo sull'immagine estetica, perciò lo standard è stato rifatto a DOC, anche perchè crescere dei DOGOS come quelli del 1950/60/70 è molto dispendioso e poco remunerativo, mentre fare dei bei Dogos bianchi, GIGANTI, perfetti sotto tutti i punti di vista, che possano passeggiare fieri, sui marciapiedi, delle nostre città moderne e molto più facile e remunerativo. Trovo ancora gente, che ogni tanto, mi dice:-" Guarda, questo si, che è un vero Dogo Argentino ! "
Io rispondo:- " Ma perchè, lo hai visto, svariate volte all'azione, all'aperto nei boschi , nella sua vera arte venatoria ?." Lui, mi guarda sbigottito e dice:- " NO, ma vanta un sacco di titoli, conseguiti in varie esposizioni di bellezza ." Una domanda che mi pongo sempre è:- Ma come si fà, ad avere solamente un punto saldo d'arrivo nelle SOLE esposizioni di bellezza, con una razza nata esclusivamente per fare del gran lavoro e basta?
Ciao a tutti Vincenzo Moranda.
Lo standard vero ed originale stilato da Antonio Nores Martinez, il vero ed unico creatore della razza, del 1947, descrive appunto un cane di medie dimensioni, finalizzato al meglio dell'euritmia, GRANDE rispetto agli allora Cani da presa (come già sopra detto) ma piccolo in confronto ai vari mastini dell'epoca, vi è infatti anche da notare come la parola "MOLOSSO" o "MOLOSSOIDE" nel proprio dogo non sia mai presente e quì voglio fare una breve divagazione chiarificativa:- < Molosso deriva dalla antica razza di cane da guardia di corporatura forte e muscolosa,talvolta gigantesca,con pelame fulvo corto, muso breve e nero, labra pendule.> Nemmeno però si può pensare ad un "Terrier" vero e proprio ( dato che comunque la componente è ben presente nella propria dinastia genetica , appunto creò un DOGO.
Le componenti del tipo "Dogo" erano, il labbbro tirante, la velocità, lo scatto, la resistenza, la caparbietà, l'intenzione "bellica" (quando necessitava)sempre e comunque attiva, sino alla fine. Nello standard non vengono indicati nè il peso nè l'altezza, ma solo l'indicazione di un "Normotipo" quindi una proporzione equa (ed armoniosa) tra le parti corporee, anche perchè a monte di tutto vi era la funzionalità generale del soggetto che poneva severi confini e limiti alla razza stessa. Voglio permettermi una piccola convinzione di come era questo dogo, non superava di certo i 45 Kg e non era di certo più grande di 64 cmm al garrese era sicuramente nel rettangolo, ed aveva una grandissima tempra che ora pèer questa razza non è più neanche che un ricordo lontano. Ora se qualcuno vuole integrare seriamente queste mie riflessioni mi farà ben contento di poterlo leggere.
Firmato Vincenzo Moranda. |
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