|
|
|
|
|
» Presentazione |
|
|
Da sempre appassionati di cinofilia in generale, nel 1995 ci imbattiamo quasi per caso nella razza dell'allora poco conosciuto ( in Italia ) Dogo Argentino. Ricordiamo che gli iscritti di quegli anni nelle varie esposizioni cinofile di bellezza, erano tre o quattro e la stessa cosa valeva per il numero di allevatori; erano pochissimi. Noi non eravamo altro che puri e semplici appassionati, non esperti della razza,
“ i tanti “ che oggi (2006) spesso, qualcuno menziona. Barcollavamo incuriositi, tra un expo e qualche allevamento, i pochi soggetti che vedevamo ci entusiasmavano comunque sempre, belli o brutti che potevano essere, ma per noi erano solo Dogo Argentini, non riuscivamo a vedere in loro alcun difetto, come si usa dire oggi, non avevamo l'occhio critico.
Abbiamo acquistato tutte le riviste di quegli anni e libri, tutte più o meno dicevano la stessa cosa, la nostra attenzione cadeva principalmente sulla descrizione caratteriale e sul comportamento in famiglia e verso i bambini, era nostra preoccupazione informarci bene, visto che già avevamo una figlia piccola e mia moglie era in attesa del secondo bebè.
Il nostro primissimo Dogo Argentino, lo troviamo tramite un nostro amico, era una femmina di 10 mesi di
età, dolcissima. Doriano doveva partire per un lavoro all’estero che lo avrebbe impegnato per diverso tempo ed aveva chiesto proprio a Noi la cortesia di tenergliela. A Noi non ci pareva vero, anche perché in quel periodo non disponevamo di molta liquidità per l’acquisto di un cucciolo, si chiamava DIANA, tutta bianca con una piccola macchia nera attorno all’occhio sinistro, restò con Noi per più di un anno.
Il Dogo Argentino era presentato ( 1998 ) con descrizioni di uso e sviluppo, tipicamente europeo ( guardia - difesa - compagnia ) più che con quelli ordinari e tipici di madre patria, nessuno degli allevatori a cui ci siamo rivolti, ci ha mai detto che è necessario o fondamentale, non far perdere al Dogo, le varie attitudini ( caccia) per cui è stato creato. Potevamo fare quello che volevamo, addestrarlo per la difesa personale, per la guardia, uno ci disse “ scherzosamente ”che poteva anche andare a fare la spesa!!
Incredibile che cosa si inventino certe persone, pur di vendere un cane!
La razza, comunque ci ha affascinato da sola, senza che la sua antica storia ci rapisse l’attenzione più di tanto, cosa che effettivamente per alcuni versi avrebbe potuto anche farlo, dato che nei racconti se ne rasenta un’affascinante mitologia , così dopo il giusto periodo di informazione su tutto quanto si poteva in teoria acquisire, eccoci alle prese con i nostri primissimi Dogo Argentini e successivamente con tutto il suo mondo che ne faceva e che ne fà parte oggi.
Alle prime esposizioni non più come appassionati spettatori, ma bensì come partecipanti, le prime sconfitte e le prime vittorie. Poi ecco le prime cucciolate, e così che arriviamo sino ad oggi.
Questa razza, per noi è una di quelle non rivolte al grande pubblico, per un'insieme di fattori e condizioni che ne penalizzano pesantemente il possesso. Si tratta di cani in cui è molto presente la dura personalità e rusticità del guerriero d'altri tempi, in altre parole è molto dominante sopratutto verso i propri simili dello stesso sesso. Si di taglia media ma che tutti i giorni abbisogna obbligatoriamente di molto movimento, quindi non è il tipico cane d'appartamento in città, anche se lui sicuramente si adatterebbe o per meglio ammettere si è già adattato benissimo anche a questo.
Siamo convintissimi che il Dogo Argentino è un cane multifunzionale, per come l'abbiamo conosciuto e seguito, in questi anni, creato e specializzato sì per la caccia grossa, ma che può anche migliorarsi, per entrare in un futuro prossimo a poter svolgere altri compiti di moderna utilità. Purtroppo il suo utilizzo originario, sarà sempre meno utile all’uomo moderno, mentre in altri campi vi potranno essere ancora molti spazi per lui. |
|
|
 |
|
|
|
» Considerazioni - Il Dogo Argentino in Italia |
|
|
Benché in Italia non sia una razza diffusissima, quindi non abbia soggetti numericamente in grado di fare una vera è propria storia a livello caratteriale e funzionale, anche perché quella funzionalità è praticamente impossibile da praticarsi per innumerevoli motivi, il nostro Dogo Argentino a livello estetico ha visto nascere in Italia ottimi esemplari considerando che non sempre necessitano obbligatoriamente dei titoli da esibire per definirsi “ottimi esemplari“.
Con la mia esperienza, posso affermare di aver visto soggetti veramente super eccellenti, benché i proprietari non sapessero nemmeno lontanamente cosa volesse dire un'esposizione cinofila.
Molti allevatori datati, forse oggi sono “ un pò alla frutta “, quindi ben vengano i nuovi giovani appassionati, che si vogliono far carico di tanto lavoro, quasi sempre non remunerato ed è a questi ultimi che mi rivolgo dandogli un caloroso benvenuto e mettendo a loro disposizione, tutto il patrimonio genetico in mio possesso, non di certo cercando di estrometterli sbarrandogli la strada.
E' in questo modo, che una razza si mantiene e di conseguenza si rafforza, non facendo dello sterile ostruzionismo, tenendo egoisticamente solo per noi, i frutti più buoni, ma percorrendo assieme, in armonia, la lunga strada che conduce al buon progredire di una razza ancora troppo giovane per considerarsi arrivata. |
|
|
|